E la fruizione? #2

Persone entrano e fotografano. Persone entrano fotografando. Persone entrano guardando già attraverso i monitor. Poche persone fotografano con macchine fotografiche. Quasi tutte lo fanno con i cellulari e i tablet. La scorsa estate ero alla Biennale di Venezia e improvvisamente ho messo a fuoco: sembra che quasi tutti siano colpiti dalla smania di documentare. L’importante sembra sia fotografare. Non si guarda più un’opera. La si fotografa e poi, via, a fotografarne un’altra. E la fruizione? Ho come un brutto presentimento… se ci si lascia sopraffare dalla dipendenza da connessione, quando incomincia il magico momento del dialogo tra il turbamento dell’artista - imprigionato nell’opera - e l’animo del fruitore pronto a farsi turbare, l’emozione primordiale è irrimediabilmente disturbata, alterata, annullata. Irrimediabilmente perché il turbamento e l’emozione primordiale si provano la prima volta che si è davanti a un’opera d’arte. Le volte successive se ne apprezzano altri aspetti, ma il primo impatto è importantissimo. Un po’ come quando si va al cinema: la prima volta ci si lascia catturare dal film, trasportare dalla trama; le volte successive, davanti allo stesso film, si assaporano altri aspetti: le sfumature, i tempi, i particolari. Dobbiamo aspettarci qualcuno che si metta a fotografare anche al cinema?!? Immagino il fruitore e l’opera d’arte come due persone, una di fronte all’altra; una parla e l’altra, anziché ascoltarla e guardarla negli occhi, la fotografa, continuamente, con un cellulare… Abbiamo disimparato a fruire o la fruizione è cambiata? Siamo talmente abituati a vivere attraverso il filtro di un piccolo monitor, per rendere tutti partecipi della nostra quotidianità, che anche il pubblico della Biennale si è adattato a vivere telefonicamente? Sono andato a controllare: ho fatto 107 foto. Angosciato, non ho potuto fare a meno di telefonare a Lorenzo e chiedergli: “Alla Biennale quante foto hai fatto?” “Due” mi ha risposto “una mi è partita per sbaglio, perché stavo mandando un messaggio e mi sono fotografato i piedi, l’altra me l’ha chiesta Flora.” Lorenzo sa fruire.

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